Progetti:

DAP - DIFFERENT ABILITY PROJECT

DAP

DIFFERENT ABILITY PROJECT

” CAMPIONI NELLA VITA ”

INTRODUZIONE E SVILUPPO DEL PROGETTO:

Il DAP – Different Ability Project è uno studio nato dalla collaborazione tra la SICVO – Associazione Italiana Sindrome del Vomito Ciclico , medici soci onorari dell’associazione coordinati dal Presidente del Comitato Scientifico SICVO ed un gruppo di insegnanti tecnici di Karate.

Il suo obbiettivo è quello di interpretare e realizzare le aspettative funzionali , sociali e psicologicosentimentali di tutti coloro decidano di avvicinarsi allo sport. A tale proposito , il Progetto ribadisce nella sua stesura l’esigenza di dividere l’attività sportiva in due macrogruppi atti ad identificare sia i soggetti che esprimano la volontà di misurarsi attraverso competizioni agonistiche , che tutti coloro abbiano il desiderio di integrare lo sport nella loro vita.

Nel mostrare una sana via di fusione fra tutti i soggetti inseriti in un contesto sportivo , il DAP non intende assolutamente attaccare il meraviglioso scenario agonistico né l’affascinante mondo delle gare.
Egli con il suo consiglio , vuole soltanto rendere visibile in maniera decisa , la natura accogliente nonché l’impatto fortemente sociale che lo sport nei secoli ha manifestato in qualunque cultura.

Con la dovuta cautela quindi , rappresentata dall’esperienza espressa sia in campo medico che nell’insegnamento , con riferimento alla massima attenzione specialistica e metodologica del singolo soggetto utilizzata in qualsivoglia attività di tipo sportivo , il DAP desidera porre la vostra attenzione sugli aspetti più interiori che la nostra coscienza ha il dovere di proteggere e difendere.

” Solo rendendo lo Sport accessibile a tutti ,

contribuiremo ad onorare la sua vera natura ”

Denys Figliuolo
Presidente Nazionale
SICVO

GUIDA AL DAP:

1. IL DAP IN SINTESI ;

2. INTRODUZIONE E MOTIVAZIONI DI CREAZIONE ;

- NECESSITA’ DI UN PUNTO DI VISTA SOCIALE;
- RISPOSTA DELLA COMUNITA’;
- FATTORI ESSENZIALI PER LA REALIZZAZIONE ED ACCETTAZIONE DEL PROGETTO.

3. PROGETTAZIONE , PROGRAMMAZIONE E ATTUAZIONE DAP ;

- CLASSIFICAZIONE E SUDDIVISIONE IN DUE MACROGRUPPI DELLE DIVERSITA’ E DISAGI SOCIALI;
- OBIETTIVI DEL PROGETTO;

3.3 - MEZZI DI ATTUAZIONE; RELAZIONE DETTAGLIATA SUL TIPO DI LAVORO PROGRESSIVO DA SVOLGERE DIVISO PER GRADI DI DIFFICOLTA’ , CONCETTI DA TRASMETTERE:

3.3.1 - ATTIVITA’;
3.3.2 - CONCETTI;
3.3.3 - LAVORO;
3.3.4 - VERIFICHE.

3.4 - ORGANIZZAZIONE DELLA DIDATTICA

4. QUALIFICHE CHE NE HANNO PERMESSO LA REALIZZAZIONE;

5. ATTENZIONE NELLO SVILUPPO DEL PROGETTO PER LE ARTI MARZIALI ;

6. MATERIALE DIDATTICO PER OPERATORI DELLO SPORT CON SOGGETTI DIVERSAMENTE ABILI :

– L’AVVIAMENTO ALLA PRATICA SPORTIVA;
– DIVERSITA’ , DISABILITA’ E SPORT;
– EDUCAZIONE FISICA ADATTATA;
– ETIMOLOGIA DEL TERMINE “HANDICAPPATO”;
– AMBIENTALISMO ATTIVO (CAMPI ESTIVI);
– PEDAGOGIA SPECIALE:
– IL CONCETTO DI DIVERSITA’;
– UNA NUOVA DEFINIZIONE DI HANDICAP;

6.6.3 – L’APPRENDIMENTO MOTORIO COME STRUMENTO PER LO SVILUPPO DELLE CAPACITA’ COGNITIVE E AFFETTIVO-RELAZIONALI.

7. FONTI BIBLIOGRAFICHE

8. CONCLUSIONI

9. CREDITI

1 - IL PROGRAMMA IN SINTESI:
ACCRESCERE
LA QUALITA’ DELLA VITA DI OGNIUNO
di
DOCENTI
ED
OPERATORI
FAMIGLIA
ATLETI
” COMPLETAMENTE ” ABILI
” DIVERSAMENTE ” ABILI
Per aumentare
IL DIALOGO;
LE INTERAZIONI;
LA COMPRENSIONE ;
LE CAPACITA’ FISICHE ,
PSICHICHE ED EMOTIVE ;
Per migliorare
L’APPRENDIMENTO;
LE ESPERIENZE PERSONALI;
IL SUCCESSO SCOLASTICO;
LA VITA DI TUTTI I GIORNI;
ATTRAVERSO ESPERIENZE:

DIDATTICHE INNOVATIVE

per

  • sviluppare nuovi saperi sul mondo delle diversità sociali;
  • stabilire nuove modalità relazionali;
  • accrescere esperienze sulla corporeità, sulla motricità, nello sport e sul mondo circostante , ecc.;
  • acquisire padronanza e creatività;
  • divertirsi attraverso l’insegnamento e riscoprire le emozioni.

MOTORIE COGNITIVE SOCIALI

per

  • riscoprire la corporeità;
  • sviluppare la motricità;
  • acquisire maggiori abilità motorie e sportive;
  • accrescere l’autostima;
  • acquisire sicurezza;
  • elevare le esperienze positive nel contesto scolastico, sociale, del lavoro, ecc.;
  • sviluppare migliorare il controllo del corpo , della mente , delle emozioni e della respirazione .

RELAZIONALI

per

  • vivere esperienze motorio-sportive insieme;
  • stabilire nuovi rapporti;
  • giocare insieme con il corpo e con l’ambiente;
  • divertirsi giocando e facendo sport;
  • apprendere nuovi saperi.
  • addestrarsi divertendosi e lavorando quando sia possibile insieme a docenti e famiglia
per mezzo di
ATTIVITA’,
FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO,
DOCUMENTAZIONE E VERIFICHE.

2 - INTRODUZIONE E MOTIVAZIONI DI CREAZIONE

Le Iniziative proposte nel presente progetto , individuano una serie di interventi finalizzati alla valorizzazione e alla crescita dell’offerta formativa ed educativa nel territorio , rivolte soprattutto ma non solo a quelle persone, quali bambini, ragazzi, adulti, che vengono “individuati” come “soggetti diversamente abili” o che soffrono disagi sociali .
In particolare le iniziative proposte intendono:

-valorizzare il ruolo e la funzione dell’attività motoria quale importante esperienza educativa e formativa che sia in grado di creare situazioni di benessere e di salute sia negli atleti completamente abili , in quelli diversamente abili e nei soggetti che soffrono qualsivoglia disagio sociale ;

-valorizzare il ruolo dello sport (e delle arti marziali ) come centro di iniziative culturali e sociali aperto al territorio;

-sviluppare e sperimentare percorsi educativi e formativi che consentano di collegare le attività proposte dai vari sport ed arti marziali, con il supporto di personale specializzato, in una prospettiva di continuità e formazione;

-mettere a disposizione delle società sportive, delle istituzioni, e delle scuole, il patrimonio di esperienze, di risorse, di capacità tecniche e professionali presenti nel territorio, al fine di realizzare tale progetto , per studi e ricerche e per la definizione di nuovi interventi;

-costituire un servizio che, in maniera diffusa e flessibile, consenta di dare risposte adeguate alla necessità di avere una sempre maggior qualità di esperienza formativa per l’inserimento delle cosiddette persone “diversamente abili” e per la prevenzione del disagio sociale giovanile.

La proposta del progetto è maturata all’interno di scelte che tendono a superare il concetto dell’attività motoria esclusivamente destinata a soggetti “sani” e “forti” e tesa esclusivamente alla ricerca del gesto tecnico , della prestazione sportiva o della competizione agonistica .
L’impegno è quello di rispondere ad ogni persona, di motivare anche i più svantaggiati, di adeguare le metodologie e le finalità in considerazione dei fattori di ordine auxologico e psicologico propri di ognuno, di agire secondo potenzialità e bisogni reali.
Anche se non possiamo negare che la socializzazione possa avere notevoli effetti positivi nelle persone diversamente abili o disadattate, occorre che gli stimoli vengano organizzati costruttivamente e canalizzati per il conseguimento di obiettivi COGNITIVI e MOTORI volti alla prevenzione , al miglioramento e all’inserimento di ognuno nella società , e mai all’esclusione o alla selezione della pratica sportiva e sociale .

2.1 - NECESSITA’ DAL PUNTO DI VISTA SOCIALE

È innegabile che per i soggetti diversamente abili o con disagi sociali , la pratica motoria può avere un utilissimo ritorno; la comune passeggiata, l’escursione, ecc., sono da considerarsi vere e proprie terapie di sostegno del tono dell’umore e della qualità della vita. Se poi aggiungiamo anche la presenza di una piccola comunità e di iniziative quali gite, cene, ritrovi, ecc., possiamo attivare un arricchimento di grande importanza strategica, sia per la sopportazione delle limitazioni derivanti dalla diversità o dal disagio , sia per l’impegno nelle terapie riabilitative. Ciò che quindi subito emerge è la necessità di confrontarsi insieme , non solo per il bene dei soggetti diversamente abili , ma per tutti .

Nelle palestre possono essere ben inseriti soggetti ad esempio con sindrome di Down , non vedenti , ecc.. , ma soprattutto caratteriali . Ben si adatta qui l’approccio di apprendimento delle arti marziali, e più in particolare del judo e del karate, dove viene insegnato prima a perdere e poi a vincere; dove prima delle tecniche di combattimento vengono apprese le posture, le cadute (all’indietro, in avanti, laterali), l’equilibrio , la respirazione e il controllo . Quindi il tappeto morbido di gomma sarebbe utile a tutti i soggetti con disabilità, poiché non solo dà sicurezza in qualsiasi situazione , ma abitua il corpo ad assumere in caso di caduta o perdita dell’equilibrio , posture o atteggiamenti fisici che tendono ad attutire gli impatti evitando traumi .
I vantaggi quindi che le Arti Marziali offrono sono palesi nell’attuazione di un sogno che deve diventare reale possibilità per tutti di praticare attività sportiva e sociale insieme .

Inoltre, nell’approccio educativo con gli altri , l’amministrare il corpo altrui genera conoscenze spazio-temporali ed orientamento, dosaggio della forza , controllo e consapevolezza dell’azione, soprattutto in quelle persone che hanno assoluto bisogno di padroneggiare meglio queste doti. L’apprendimento di tecniche di confronto a terra ( mediante l’utilizzo del tappeto ) mette in condizioni di grande libertà ed unione chiunque , anche i casi apparentemente più difficili da gestire .

Se ne rileva che queste attività sono quindi utilissime per tutti i soggetti .
Da esse si possono ricavare ottimi risultati , effetti educativi ed in molti casi possono assumere funzione di prevenzione medica o riabilitazione , poiché comportano : esercizio misurato , spensieratezza , ritmo coinvolgente, simpatia, intense relazioni, gratificazioni e non ultimo un importante STIMOLO a voler vivere e migliorare .

È indispensabile focalizzare l’obbiettivo di interazione fra soggetto ” completamente abile ” e soggetto ” diversamente abile ” o con disagi sociali .

2.2 - RISPOSTA DELLA COMUNITA’

Considerando l’indiscutibile coinvolgimento globale , e puntualizzando la distinzione tra pratica ed agonismo , ne risulta indubbia la partecipazione di tutti quegli organi preposti all’educazione sociale nonché il coinvolgimento della popolazione stimolata ed adeguatamente informata , condotta alla considerazione e al rispetto di ogni componente della comunità .

2.3 - FATTORI ESSENZIALI PER LA REALIZZAZIONE ED ACCETTAZIONE DEL PROGETTO.

NELLA REALIZZAZIONE ED ACCETTAZIONE DEL DAP VI SARA’ UN INCONTRO COLLEGIALE FRA SICVO E LE SOCIETA’ INTERESSATE ALL’ADESIONE , DOVE VERRANNO FORNITI :

- un supporto medico didattico, che verrà fornito dalla SICVO - Associazione Italiana Sindrome del Vomito Ciclico;

- una spiegazione sul concetto di ” Completamente Abile ” e sulla leggerezza ad attribuirlo , consapevoli del fatto che in realtà nessuno può effettivamente definirsi o accertare con comprovata certezza di essere ”completamente abile ” ;

- una relazione completa dalle società che aderiscono al progetto , riguardante i disagi sociali riscontrati , le esperienze sulle diversità , i programmi adottati ed il lavoro svolto in questi anni ;

- appunti , relazioni e pubblicazioni mediche che aiutino ad un primo approccio al programma e ad arricchire il bagaglio personale nei confronti della conoscenza medico-sanitaria indispensabile per operare nel DAP ;

- i curriculum vitae degli operatori;

- una documentazione completa comprendente appunti scritti ed una sezione fotografica relativa agli incontri degli operatori nelle strutture per disabili riconosciute ;

- un chiarimento sulla completa gratuità dell’adesione al DAP e alla SICVO da parte delle società aderenti previa sottoscrizione e firma del modulo di adesione ;

- l’obbiettivo sarà :

” COMPRENDERE LE POTENZIALITA’ DEL DAP
SIGNIFICA ESSERE AL FIANCO DI TUTTI NEL COMUNE OBIETTIVO
DI VIVERE LO SPORT INSIEME ”

- PROGETTAZIONE E PROGRAMMAZIONE ALLENAMENTO

1.Valutazione del livello di partenza;
2.Formulazione degli OBIETTIVI;
3.Individuazione dei MEZZI;
4.Metodi;
5.Valutazione finale

3.1– VALUTAZIONE DEL LIVELLO DI APPARTENENZA

CLASSIFICAZIONE E SUDDIVISIONE IN DUE MACROGRUPPI
DISAGI LIEVI & DISAGI GRAVI

DISAGI LIEVI

-Problemi fisici quali patologie muscolo scheletriche minori ;

-Problemi legati alla postura ;

-Problemi legati all’alimentazione ;

-Patologie con possibilità di assistenza o supporto privo di terapie farmacologiche o mediche ( es: lievi emicranie, piccoli dolori quali arrossamenti o fastidi localizzati, tendinite, strappi muscolari, piccole escoriazioni, distorsioni, ecc…., tutte preventivamente inquadrate e diagnosticate da un medico ) ;

-Problemi legati all’insonnia;

-Problemi legati alla sfera comportamentale;

-Problemi legati all’ansia o alla difficoltà di mantenere l’attenzione o relazionarsi con l’ambiente circostante;

-Problemi legati all’aggressività o ad atteggiamenti violenti ;

Tali disagi o patologie , comprovate dal soggetto attraverso certificati o relazioni mediche attestanti il problema o per quanto riguarda i disagi attraverso l’autocertificazione , come tutti sappiamo , comportano grande difficoltà per l’individuo a condurre una vita ricca di sensazioni piacevoli quale invece dovrebbe essere .
Lo sport attivando fattori emozionali e motivazionali , è in grado quindi di offrire in moltissimi casi il necessario supporto e l’aiuto al superamento delle personali difficoltà .

DISAGI GRAVI

-Sindrome di DOWN;

-Sindromi debilitanti che richiedono particolari attenzioni ma che consentono una lievissima e dolce attività motoria ;

-Problemi di deambulazione lievi o gravi ( soggetti paraplegici , mancanza di arti , soggetti con accompagnamento , ecc……) ;

-Handicap legati al comportamento e all’inserimento;

-Forme gravi di emicranie o cefalea ( non durante l’attacco );

-Forme debilitanti psicologicamente ( come la psoriasi , malformazioni o altre patologie comunque non contagiose ).

-Cecità , sordità , mutismo ed altri tipi di disagi derivanti da disabilità gravi .

3.2 - OBIETTIVI DEL PROGETTO

-Far comprendere lo scopo dello Sport e delle Arti Marziali nella vita di tutti i giorni sostenendo in modo attivo le diversità ed i disagi sociali;

-Visione più approfondita e specifica delle Arti Marziali;

-Conseguimento di obiettivi COGNITIVI e MOTORI;

-Scoperta, studio e sviluppo di una corretta respirazione attraverso esercizi didattico sportivi da utilizzare nella vita di tutti i giorni;

-Scoperta, studio e sviluppo dei cinque sensi attraverso esercizi didattico sportivi , musicali e visivi ;

-Scoperta, studio e sviluppo dell’equilibrio attraverso esercizi didattico sportivi;

-Scoperta, studio e sviluppo di una corretta postura attraverso esercizi didattico sportivi ;

-Scoperta , studio e sviluppo di una sana e corretta visione , ed accettazione , dei propri limiti e delle proprie problematiche attraverso la pratica dei sentimenti evidenziata dal e nel confronto con gli altri ;

3.3 - MEZZI DI ATTUAZIONE

SVILUPPO DEL PROGETTO:

3.3.1 - ATTIVITA’.

PROGRAMMA PER I DIVERSAMENTE ABILI PIU’ GRAVI:

PERCORSO PASSIVO:

- Ascoltare suoni e reagire in base ad essi ( suoni, voci, richiami di animali, strumenti musicali );

- Imparare a concentrarsi ( lavorando: sui suoni, sui colori, sui rumori, sulle varie forme e sugli odori );

- Annusare ( percorso olfattivo );

- Guardare ( colori ed immagini policromatiche ) ;

- Toccare ( studio delle sensazioni attraverso il tatto: freddo, caldo, morbido, rigido, viscido, vivo );

PERCORSO ATTIVO:

- Emettere suoni con la voce ( suoni personali e di imitazione degli animali ) ;

- Comunicare con il corpo e con gli occhi, o con qualsiasi parte di noi, attraverso segnali ascoltati;

- Gesticolare liberamente alla percezione di: suoni, odori, rumori, azioni;

- Assumere posizioni con il corpo ( per imitazioni ).

RELAZIONE DETTAGLIATA SUL TIPO DI LAVORO PROGRESSIVO DA SVOLGERE DIVISO PER GRADI DI DIFFICOLTA’ E CONCETTI DA TRASMETTERE

3.3.2 - CONCETTI

CONCETTO 1 CON APPLICAZIONE NEL CAMPO DELLE ARTI MARZIALI

- Con un soggetto con sindrome di Down , si dovrà moderare l’insegnamento ( es. tecniche di braccia , di gambe e colpi ) , si dovrà altresì insegnare comunicando con un linguaggio attento facendo comprendere la protezione del proprio corpo da possibili pericoli di collisione nella vita di tutti i giorni ( es. per le parate ) . Si potranno anche trasmettere tutte quelle posizioni finalizzate ad aiutare e correggere la propria postura che inizieranno il soggetto ad una corretta mobilità e motricità;

- Sarà utile interessarlo allo sport con giochi ed attività non troppo frenetiche;

- Sarà necessario calmarlo con l’aiuto della musica e di una corretta respirazione che gli permetterà di gestire in modo adeguato il controllo sui propri stimoli;

- Apprezzabili saranno anche le attività didattiche mirate allo studio e sviluppo della sua personalità, sempre nel più alto rispetto dell’individuo.

CONCETTO 2 CON APPLICAZIONE NEL CAMPO DELLE ARTI MARZIALI

- Con un soggetto privo di uno o più arti , si potrà sviluppare un lavoro a terra utilizzando giochi ed attività che portino ad assimilare anche semplici tecniche di difesa personale;

- Importantissimi gli obiettivi da raggiungere con l’aiuto dello studio sulla respirazione e della musica per permettere all’individuo l’accettazione completa nonché la ricostruzione della sua integrità psicologica e morale

CONCETTO 3 CON APPLICAZIONE NEL CAMPO DELLE ARTI MARZIALI

- Ad un soggetto con frequenti emicranie si insegnerà il controllo delle proprie emozioni aiutandolo ed iniziandolo allo sport e ad una corretta respirazione o ad una pratica lieve con l’ausilio della musica ;

- Nel lavoro didattico, non dovrà essere coinvolto in attività traumatiche che ne accentuino gli effetti della sua patologia;

- Utilissime le terapie antistress sviluppate attraverso il gioco e motivate dall’appartenenza ad un gruppo di lavoro;

- Necessari anche gli esercizi di rilassamento espressi con lo scioglimento delle articolazioni al termine di ogni lezione e con l’ascolto di musica associata ai movimenti .

3.3.3 – LAVORO.

ESEMPIO DI LAVORO SU UN SOGGETTO TETRAPLEGICO O PARAPLEGICO CHE PRESENTA DIFFICOLTA’ DI COMUNICAZIONE

- Il primo approccio che si consiglia è certamente quello vocale , parlare con voce calma e pacata rende il soggetto sereno e gli conferisce un senso di sicurezza;

- Non interromperlo se cerca di comunicare ed intuire il più possibile il senso del suo dialogo ( naturalmente non giudicando nel ”normale” personale modo di vedere le cose );

- Il seguente approccio riguarda il contatto fisico. Solitamente con le mani si crea una sorta di comunicazione dolce ma al tempo stesso sicura e decisa, sempre pacata e quasi curiosa;

- Il terzo approccio è rappresentato dal comprendere le potenzialità ed i desideri, nonché i limiti dell’individuo, rispettandone i confini ed associando il gioco alla figura di sicurezza che un tecnico sportivo deve sempre avere;

- Ottimi come esercizi quelli volti all’ascolto della musica con riferimento ai diversi generi che stimolano altrettanti stati d’animo , nonché quelli proposti per un corretto studio e sviluppo della respirazione;

- Indispensabili le applicazioni didattiche attive sempre rivolte verso la scoperta ed apertura dei più profondi sentimenti.

- Utili gli esercizi associati all’ascolto del suono , nei quali si pratichino piccoli movimenti mirati ed eseguiti lentamente ( sia a terra che seduti , o su una carrozzina , sempre secondo le possibilità e capacità motorie dell’individuo ).

ESEMPIO DI LAVORO SU UN SOGGETTO CON SINDROME DI DOWN

- Il primo approccio che si consiglia è certamente quello vocale , facendo estrema attenzione a non essere troppo rigido ma neanche particolarmente scherzoso. Il tono deve essere calmo e pacato, rassicurare ed infondere rispetto e stima nonché sicurezza ed amicizia ( mai aggressivo o stimolante alla competizione );

- Gli argomenti non devono volgere a toni di gara o agonismo, devono invece risvegliare nel soggetto lo scopo, l’utilità delle sue azioni ispirate dallo Sport e dalle Arti Marziali introdottegli come pratica per essere utile agli altri, per aiutare lo sviluppo di se stessi e dell’ambiente circostante;

- Indispensabile il contatto fisico, non duro o rigido ( ispirante rigidità e durezza ), ma sempre dolce volto all’eliminazione delle tensioni sia fisiche che non;

- Utili anche gli esercizi didattico sportivi: sullo sviluppo dei cinque sensi, sullo studio di una corretta respirazione e postura, e soprattutto sulle posizioni di base necessarie per permettere al corpo di sfruttare tutte le sue potenzialità nell’aiutare i più bisognosi ( es: un soggetto con sindrome di down può imparare una corretta posizione di karate denominata ” kiba-dachi ” con lo scopo di aiutare una persona a rialzarsi da terra dopo una brutta caduta );

- Di indubbio successo saranno anche le tecniche associate alla musica , elemento di indiscutibile aiuto nella didattica per l’acquisizione del senso ritmico nonché per alleviare le tensioni ( es. per aiutare un soggetto con sindrome di down a regolarizzare la sua andatura in maniera simmetrica , si potrà far sentire allo stesso un brano musicale ritmico ed addestrarlo al cammino durante l’ascolto ).

3.3.4 - VERIFICHE.

NEL DAP E’ PREVISTA UNA SEZIONE DI DOMANDE
RIVOLTE ALL’ESAMINATORE
AD ESEMPIO:

- Vi è la necessità e l’interesse da anni ad unificare i servizi e le attività tra persone diversamente abili e persone definite ” completamente abili ” o ” normali ”, anche nello Sport si è dimostrato che accogliere una sezione per soggetti diversamente abili è possibile nello specifico di praticare Sport insieme ad altri soggetti diversamente abili dello stesso tipo . Nel DAP non viene presa in esame la possibilità di separare coloro che praticano attività sportiva , inoltre vengono accomunate una moltitudine di diversità , disabilità e disagi sociali . Se l’obbiettivo appare quindi chiaro , ed è che ognuno pratica insieme agli altri, senza difficoltà, in libertà e nelle sue possibilità , perché si tende ad ignorare che il problema entra in contatto con la nostra realtà all’interno delle società sportive ?

- Tutte le strutture sono ormai in grado di accogliere chiunque , sia coloro che accusano un semplice disagio sia fisico che sociale , fino ai tetraplegici più gravi (rampe, cabine telefoniche, ascensori, servizi igienici, ecc….). Anche il mondo del lavoro e lo Stato cercano di non penalizzare coloro che sono purtroppo meno fortunati , accogliendoli in pubblici impieghi , private aziende e qualsivoglia indirizzo per l’inserimento ad una quantomeno dignitosa vita sociale sempre e comunque insieme agli altri dipendenti e non in una sezione speciale o chiusi in appositi locali destinati ai disabili o a chi dalla vita abbia ricevuto un colpo che invece necessita di solidarietà ed unione . Allora, perché nello Sport un bambino diversamente abile o con problemi socio comportamentali , non può praticare accanto ad un suo compagno più fortunato ? Perché ? Cosa accade , forse viene penalizzato l’agonismo o il senso di competizione che nel nostro tempo spesso sembra divenuto una delle cose più importanti ? Anche su questo dovremmo interrogarci , perché lo Sport è un bene che appartiene a tutti .

3.4 - ORGANIZZAZIONE DELLA DIDATTICA.

Nella certezza che non differenziare i corsi ma agire su uno o più giorni specifici nei quali tutti possano praticare insieme sia uno dei punti di forza di questa iniziativa , viene proposto che : se ad esempio una società sportiva di Arti Marziali che svolge le sue attività nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, con disponibilità di orario dalle ore 17,30 alle ore 21,30 , decidesse di aderire al DAP , potrebbe dividere le lezioni in tre turni dedicando così a tutti la dovuta attenzione senza penalizzare ne lo scopo sociale ne quello agonistico .

ESEMPIO :

- dalle ore 17,30 alle ore 18,00 lezione ai soggetti diversamente abili o a chi è colpito da gravi disagi sociali ;
- dalle ore 18,00 alle ore 18,30 lezione tutti insieme;
- dalle ore 18,30 alle ore 19,30 lezione principianti , praticanti medi e agonisti ;
- dalle ore 19,30 alle ore 21,30 lezione praticanti esperti e gradi superiori .

Con questo esempio si comprende come vi siano in realtà tre turni:

- 1° turno 17,30 / 18,30
- 2° turno 18,30 / 19,30
- 3° turno 19,30 / 21.30

ogni atleta con questo sistema avrebbe il giusto spazio per stare con gli altri ed allenarsi secondo le proprie possibilità .
Naturalmente l’esempio sopra indicato è solo un prototipo dal quale i tecnici possono attingere ed adattare alla diversa struttura della propria società sportiva .
Esso è modificabile in funzione sia della disponibilità di orari che del numero di tecnici in grado di fornire il servizio in maniera professionale e competente .
La società sportiva Zanshin Karate Calenzano , in collaborazione costante con la SICVO – Associazione Italiana Sindrome del Vomito Ciclico , è profondamente convinta che vi siano altre società sportive che come lei da anni operano nel campo delle diversità e dei disagi sociali , ma senza una linea guida in grado di codificare metodologie o eziologia di un fenomeno troppo spesso sottovalutato .

Il DAP – Different Ability Project è la risposta a questa esigenza .

Accorpare, unire nello Sport, mai dividere,
questo è lo scopo del DAP

6 - MATERIALE DIDATTICO PER OPERATORI DELLO SPORT RIVOLTO AI SOGGETTI PIU’ PICCOLI

6.1 - L'AVVIAMENTO ALLA PRATICA SPORTIVA

L'avviamento alla pratica sportiva di soggetti in giovane età implica grosse responsabilità morali per le persone che si vedono affidati dai genitori , bambini carichi di aspettative e spesso bisognosi di svolgere un esercizio fisico a loro adeguato. L'insegnante dovrà essere in grado di rispondere in modo "professionale" a questi soggetti che hanno bisogno di un’attività ben diversa da quella degli adulti. Chi si trova a lavorare con i bambini deve sapere come comportarsi anche per evitare defezioni verso altri sport. L'aggressività latente nella nostra società , l'opera dei mass-media e della televisione , fanno si che si avvicinino alle palestre di Arti Marziali un numero sempre crescente di bambini. Sta ora alla maturità ed alla preparazione dell'insegnante presentare in modo adeguato lo Sport e l’Arte Marziale al bambino, facendogli superare il messaggio distorto recepito al cinema o alla televisione e affascinarlo a questa pratica che non è soltanto disciplina sportiva ma anche e soprattutto scuola di vita.
Passiamo ora ad esaminare quali sono i fattori che regolano il movimento umano attingendo dalle opere dello Schnabel e del Bernstein.

1) COSTITUZIONE:

  • Misura dei segmenti corporei e loro proporzione;
  • Massa corporea;
  • Mobilità articolare;
  • Processi di assimilazione mentale ;
  • Processi di trasmissione dell’energia.

2) CONDIZIONE:

  • Metabolismo muscolare;
  • Funzionalità dei grandi apparati.

3) COORDINAZIONE:

  • Controllo e regolazione dei movimenti;
  • Controllo dei gradi superflui di libertà dell'organismo in movimento.

4) CONTROLLO DELL'AZIONE:

  • Processi cognitivi, emotivi e motivazionali che sovrintendono all’esecuzione del movimento.

Tutti questi fattori, ovviamente, sono in stretta e continua correlazione. Dovendo lavorare con ragazzi che stanno attraversando un delicato periodo di crescita dovremo preferire quelle attività che accomunano le esigenze psico-fisiche del bambino ad un arricchimento dei suoi schemi motori e posturali per porre le basi per l'apprendimento di qualsiasi sport.

Gli allenamenti dovranno avere una durata adeguata all'età del bambino; dovrà essere lasciato un certo spazio ad attività sotto forma di gioco o confronto , dovranno essere evitate le eccessive ripetizioni perché sarà inutile continuare un esercizio se sono venute a mancare motivazioni ed attenzioni; i ragazzi dovranno essere assecondati nel loro naturale bisogno di muoversi , ma altrettanto con determinazione veicolati per acquisire capacità di scelta e coordinazione motoria .

Un altro fattore da non trascurare nella pianificazione dell'allenamento è il particolare metabolismo del bambino che gli permette sforzi intensi ma brevi; di conseguenza possiamo proporre anche esercizi di un certo rilievo purché siano di breve durata ed adeguatamente intervallati da rendere possibile un recupero adeguato.

Tra i fattori che caratterizzano l'area motoria , sarà opportuno prediligere quelli relativi alla coordinazione rispetto a quelli condizionali che cresceranno adeguatamente senza bisogno di una attenzione particolare.

L'unico distretto muscolare su cui vale la pena soffermarsi è quello degli arti inferiori: vi lavoreremo con balzi, staffette, giochi sportivi, ecc., abbinandovi però, tutte le volte che siano possibili, esercizi coordinativi. Per esempio abbinare ai balzi movimento del busto o degli arti superiori, torsioni, slanci ecc.

Lo sviluppo delle capacità coordinative è strettamente legato alla evoluzione anatomica: e funzionale del sistema nervoso centrale e presenta fasi o periodi sensibili particolarmente idonei alla loro stimolazione.

Le capacità coordinative sono legate all'attività percettiva e cognitiva e si esprimono attraverso la rapidità e la qualità dell'apprendimento motorio. Una particolare qualità che si trova a metà strada tra le capacità coordinative e quelle condizionali è la scioltezza articolare o flessibilità.

Questa qualità è molto importante nelle Arti Marziali e nello Sport , dove si ricerca l'ampiezza dei movimenti, ed è incrementabile, tra l’altro, soltanto in età giovanile.

Nella formazione sportiva del ragazzo ricopre una importante funzione la conoscenza e l'adeguato uso degli analizzatori del movimento di cui dispone, di cui è stato ampiamente parlato nei capitoli precedenti.

Ricordiamo brevemente , sempre attingendo dalla fonte suddetta :

L'ANALIZZATORE OTTICO

Permette:

- di ricevere un modello di apprendimento,

- di controllare parzialmente il movimento,

- la visione di ciò che sta accadendo.

ANALIZZATORE ACUSTICO

E’ determinante per l'apprendimento del sistema di segnalazione verbale che permette:

- trasmissione e rappresentazione delle informazioni,

- la loro organizzazione e sistemazione con un migliore utilizzo della memoria visiva.

ANALIZZATORE CINESTETICO,

Percepisce sia situazioni interne che esterne ed è in grado di discriminare oggetti in movimento mediante la valutazione di altezza, distanza, direzione, velocità. Esso opera sempre insieme agli altri analizzatori.

ANALIZZATORE VESTIBOLARE O LABIRINTICO.

Esso regola l'equilibrio statico e dinamico e contribuisce insieme ad altri riflessi al mantenimento della postura.

Il DAP – Different Ability Project cerca di favorire il soggetto nella sua evoluzione permettendogli , tutte le volte sia possibile , di confrontare le sensazioni che riceve da analizzatori diversi durante un movimento od altro qualunque segnale .
Saranno perciò proposte attività con l'uso dello specchio, della telecamera, ad occhi bendati con movimento prestabilito, ad occhi bendati con movimento variabile.

La complessità di queste tecniche, che sono sempre a prevalente componente nervosa , ci obbligherà a proporle nella prima parte della lezione, quando i soggetti sono ancora freschi ed attenti , e a non protrarle troppo a lungo.
Risulta di ovvia comprensione e di indispensabile chiarificazione , che quanto appena detto risponda ed infine obbedisca all’esigenza da parte del Tecnico preposto all’insegnamento nonché all’attuazione della pratica sportiva e marziale , di utilizzare nei confronti di tutti i soggetti a sua disposizione i principi su indicati in modo diversamente ed ergonomicamente proponibile in base alle capacità , alle esigenze e alle diversità o disabilità di ogni singolo individuo .
È chiaro che nella sua Maestria , egli dovrà riflettere la capacità di dare attraverso la trasmissione delle più indicate e corrette metodologie , la possibilità a tutti di esprimersi nello Sport e nelle Arti Marziali .


Tenuto conto di quanto esposto durante la stesura del materiale didattico per Operatori dello Sport rivolto ai soggetti più piccoli , il DAP vuole precisare che il suo obbiettivo rappresenta la somma delle esperienze nonché coscienze tra il normale bagaglio tecnico personale ed il materiale acquisito dedicato ai soggetti diversamente abili o con disagi sociali .


Soltanto rappresentando senza disparità lo Sport , colui che insegna , sarà in grado di accogliere nella sua società sportiva coloro che manifestano non solo il desiderio e le possibilità per praticare , ma chiunque aneli conoscere meglio la meraviglia di una qualsivoglia ed unica attività fisica , mentale e spirituale .

In collaborazione con il medico o con il centro medico che rilascia regolare certificato di idoneità , il Tecnico inquadrato nelle linee guida del DAP , potrà operare per prima comprendere e successivamente migliorare la qualità della vita di coloro siano stati esclusi per diversità o disagio dal meraviglioso mondo dello Sport .
Ormai nel nostro mondo non sono più possibili la singola difesa e la seguente protezione di una conoscenza priva di confronti .
È necessario invece avvalersi di mezzi innovativi per abbattere l’indifferenza annientando tutti quelli che attraverso la proposta di falsi titoli hanno reso lo Sport schiavo di una natura che non gli appartiene .

Nello specifico poi del campo delle Arti Marziali , tutti sappiamo che l’arte di combattere rappresenta un concetto universale divenuto successivamente e giustamente tecnico-didattico , ma non dobbiamo dimenticare che la battaglia più importante deve essere sempre rivolta al servire ( Samurai significa infatti servire ) , e nello specifico coloro che necessitano della nostra Maestria .

Nel cuore dello Sportivo risiede il desiderio di superarsi fisicamente e mentalmente nel singolare e comune interesse , vincendo se stesso e le sue più profonde paure , misurandosi in prove nel completo rispetto di sé e degli altri .

Nello Spirito dell’Artista Marziale alberga invece il reale senso del dovere , l’onore di proteggere il tutto attraverso il sapere , il piacere e la gioia di praticare per affinare sempre più il controllo del suo essere nel comune interesse universale .

Il DAP – Different Ability Project ” Campioni nella Vita ” , nascendo dall’esperienza di una importante malattia rara ( la Sindrome del Vomito Ciclico ) ed in seno alla pratica sportiva manifestata attraverso le Arti Marziali nel lavoro della conquista dell’essere ( sviluppo di corpo , mente e spirito ) , rappresenta la fusione delle realtà sopraesposte nel comune e disinteressato tentativo di migliorare la qualità della vita di tutti .

7. CONCLUSIONI

Nel più alto Spirito di cooperazione , alimentato dal nobile desiderio di permettere a chiunque di sentirsi libero grazie allo Sport ,è nata l’esigenza di creare un progetto che tracci la Via nello sconfinato mondo della solitudine .

Dal cuore SICVO – Associazione Italiana Sindrome del Vomito Ciclico, dall’esperienza e dalla competenza di alcuni Tecnici di Arti Marziali , unita all’intelletto ed alla professionalità del CSS - Comitato Scientifico SICVO , si è svegliata con determinazione l’attenzione posta sui problemi sociali e sui soggetti diversamente abili , nell’intento di sostenere ed unire ciò che invece molti cercano di dividere .

Il DAP – Different Ability Project ” Campioni nella vita ” vuole invitare le società sportive ad adottare una guida che fornisca la possibilità a tutti i soggetti di vivere l’amore per lo Sport e per la sana attività sia essa fisica , mentale o anche solo sentimentale .

Il DAP desidera anche sensibilizzare gli organi federali alla salda , nobile e sicura presenza in modo da regolamentare o semplicemente veicolare le associazioni sportive sull’informazione e sull’importanza che tale missione ricopre .

Soltanto con la fusione amorevole delle nostre forze e dei nostri obbiettivi , riusciremo a rendere a questo e ad altri progetti come questo la dovuta giustizia .

Sicuri della vostra attenzione e certi della sensibilità sportiva e marziale , siamo fiduciosi che il DAP lascerà un indelebile segno nella coscienza di ognuno di voi .

Con stima per il lavoro fino ad oggi do voi svolto nell’incessante e meravigliosa Via dell’insegnamento .

EVOLUZIONE DEL LOGO

DAP - DIFFERENT ABILITY PROJECT

Dal sogno di unire attraverso lo sport tutti i soggetti nasce il progetto DAP.
Nella presentazione espressa per mezzo delle Arti Marziali si è pensato di attingere da figure geometriche solide , che separandosi da figure piane a loro appartenenti , rappresentassero la variabilità dei soggetti unita alla varietà del lavoro ed attività da poter svolgere per rendere lo Sport accessibile a tutti .
In questo comune obbiettivo sempre guidati dalla musica , unico e reale filo conduttore nella vita di ognuno di noi , sono state scelte tre figure che esprimessero, pur essendo profondamente diverse , la completezza di un artista marziale .

La Piramide Il Cubo Il Cono

Da esse la separazione delle corrispondenti figure piane con i rispettivi significati :

 

Il Triangolo Il Quadrato Il Cerchio

La Piramide rappresenta la variazione della forma , della tecnica , la sua plasticità ,
Il Quadrato esprime la quadratura , la precisione musicale , la ritmica vitale ,
Il Cerchio è lo spazio dinamico all’interno del quale si muove lo Spirito .

All’interno delle tre forme riunitesi per formare un'unica icona si trova il logo della SICVO – Associazione Italiana Sindrome del Vomito Ciclico
ed il nome dato al progetto :

DAP – Different Ability Project – ” Campioni nella Vita ”

8. FONTI BIBLIOGRAFICHE:

- A.A. V.V. ” IL RESPIRO DEL FALCO ” , Figliuolo Denys
Edizioni Arti & Mestieri , Firenze 2004 ;

- A.A. V.V. ” Terapia e Ginnastica Respiratoria ” , Dott. Heike Hofler , Ed. Mediterranee ;

- A.A. V.V. ” Lo Sviluppo del bambino ” Spagnolini , Ed Mediterranee ;

- A.A. V.V. “L’educazione motoria di base”, programma multimediale, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da G. Treccani, Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Roma 1994;

- A.A. V.V., Orientamenti metodologici e suggerimenti pratici per l'insegnamento del nuoto, Settore Nuoto e Discipline Acquatiche, CGFS;

- A.A. V.V. “Corpo, Movimento, Prestazione”, programma multimediale, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da G. Treccani, Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Roma 1994;

- A.A. V.V., “Atlante del corpo e della mente”, ed. Giunti Martello, Torino 1980;

- A.A. V.V., “Enciclopedia tematica Universale”, Alberto Peruzzo Editore;

- A.A. V.V., “Programma dell’attività federale”, FILPJK settore Karate, 1998.

- A.A. V.V., Sport come Educazione e formazione, CGFS;

- A.A. V.V., Giocopalla, CGFS;

- A.A. V.V., Giocolotta, CGFS;

- A.A. V.V., Giocoimparo, CGFS;

- A.A. V.V., Giocodanza, CGFS;

- A.A. V.V., La crescita del "se" insegnante, CGFS;

- A.A. V.V., Giochi in movimento, CGFS.

- Ricerca effettuata su internet , relativa alle principali patologie trattate , alle metodologie ed alle tecniche di apprendimento ed esecuzione consigliate dai centri di riferimento delle singole malattie o dasabilità nonché diversità e disagi trattati in questo progetto .

9. CREDITI

- IDEA

- Francesco Domanico
- Denys Figliuolo
- Lorenzo Zaccarello Galeotti

 

- NOME E LOGO

- Rolando Bacci
- Nicola Bacci
- Pasquale Mastronaldi

 

- SPEUDONIMO

- Lorenzo Zaccarello Galeotti

 

- SVILUPPO E STESURA

- Denys Figliuolo
- Vanni Cecconi

 

- CORREZIONE ED AMPLIAMENTO

- Dott. Alessandro Guerrini del CSS
- Ostetrica Cinzia Bronchi del CSS

 

- APPROVAZIONE

- Consiglio Direttivo SICVO
- Comitato Scientifico SICVO

 

- GARANTE INTEGRITA’ DAP

- Francesca Bartolini VicePres. SICVO

 

- PRESENTAZIONE - a cura del Comitato Scientifico
SICVO ( CSS )

 

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